STOP e attraversamenti pedonali, ovvero i danni dell’eccesso di protezione.

Come titolerebbe la “Settimana Enigmistica”, in questa foto manca un piccolo particolare: l’attraversamento pedonale, che pure sarebbe tutt’altro che inutile dato che siamo in una zona centrale di Milano e il marciapiede di via Bixio, strada piena di negozi e dove passa il tram 23,  è piuttosto frequentato.

Non è una dimenticanza –Milano è città dalla segnaletica piuttosto curata e sempre molto attenta al rispetto del Codice della Strada- ma è  l’esito di quanto previsto dall’articolo 145 comma 3 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada che prescrive, quando vi sia il segnale di “Fermarsi e dare precedenza” (lo “STOP”, per intenderci), di arretrare l’attraversamento pedonale di 5 metri e di incanalare i pedoni verso quest’ultimo mediante ‘opportuni sistemi di protezione’ (vedi figura).

E’ chiaro che una tale prescrizione comporta costi elevati, non è sempre praticabile e, soprattutto infligge una vessazione palesemente inutile al pedone; e così, con rito ambrosiano,  si è scelto  sveltamente di eliminare l’attraversamento, e che i pedoni si arrangino: attraversino cioè a loro rischio e colpa in caso di incidente, ovvero si rassegnino ad attraversare utilizzando le strisce esistenti sugli altri tre lati, triplicando in tal modo il rischio di essere investiti.

Risultato? Una norma pensata a più forte tutela dei pedoni, attiene l’esito perfettamente opposto.

Quanto del male italico si possa leggere dietro questa vicenda lo si lascia alla considerazione dei lettori.

A chi scrive viene in particolare in mente, oltre ovviamente alla inesauribile ottusità burocratica nostrana, la mancata etica della responsabilità individuale, responsabilità che invece demandiamo volentieri a  prescrizioni normative non sempre intelligenti ma sulle quali sarà tuttavia possibile scaricare ogni colpa.

Per fortuna non tutti conoscono a fondo il codice, e molte sono le interpretazioni –certo meno ortodosse ma anche meno ciniche e insicure di quella milanese- che si possono vedere sulle strade delle nostre città, tra cui il non arretramento a 5 metri dell’attraversamento pedonale, l’arretramento della striscia di arresto a monte dell’attraversamento ovvero ancora l’utilizzo del solo segnale di “dare precedenza” che per fortuna non prevede le stesse prescrizioni (ma che non svolge lo stesso ruolo rispetto alla sicurezza della circolazione).

Altre e più italiche risposte stanno ovviamente anche nell’ignorare il dettato normativo, cosa che tuttavia sconsigliamo. E’ infatti evidente che il pedone non ‘incanalato’ difficilmente utilizzerà un attraversamento arretrato, mentre la mancata presenza di tali costrizioni potrebbe anche coinvolgere la responsabilità dei progettisti.

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