Non solo letteratura!

letteratura

Nella valutazione dei progetti di trasporto è prassi consolidata inserire, tra le voci di costo, quella relativa all’incidentalità. In pratica, se un progetto sposta il traffico da strade urbane a tracciati extraurbani si ipotizza di ottenere una riduzione del numero di incidenti, e tale riduzione contribuisce al giudizio di fattibilità economica dell’intervento

In letteratura esistono coefficienti da applicare ai valori di traffico per valutare i costi di incidentalità, così come degli altri costi ‘esterni’ (inquinamento, rumore, emissioni climalteranti ecc.).

Nella fattispecie tali coefficienti valgono 0,6 centesimi di euro per km percorso in ambito urbano e 0,2 centesimi in ambito extraurbano, secondo un rapporto quindi di1 a3 (cfr. Korzhenevych et.al. “Update of the Handbook on External Costs of Transport – final report”, 2014).

Spostiamoci ora a Spinea, città attraversata dalla strada provinciale Miranese (via Roma) e circondata da un itinerario tangenziale a sud/ovest (via della Costituzione).

I chilometri complessivamente percorsi nell’ora di punta sulle due strade sono rispettivamente 5.844 e 8.043 veic*km, mentre il numero di lesi sulle due strade (media del triennio 2012-2014) è risultato pari a 11,3 e 3,6.

I tassi di incidentalità stanno quindi tra loro in un rapporto  di circa1 a4, non eguale ma certamente paragonabile per dimensione e senso a quello di letteratura.

Ma c’è di più: applicando al numero di feriti il costo medio specificato dal Ministero dei Trasporti (€260.000), e trasformando il traffico da ora di punta a valore annuo si può calcolare il costo medio di incidentalità per km percorso per i due tracciati urbano e extraurbano.

Tali coefficienti sono risultati rispettivamente pari a 0,54 e 0,14 centesimi di euro per km percorso, valori cioè molto simili a quelli di letteratura sopra ricordati, cioè 0,6 e 0,2.

Cosa concludere? Solo un poco di amarezza in più nel vedere da una parte confermata l’importanza e la robustezza delle analisi di fattibilità tecnico-economica e, dall’altra la loro scarsissima rilevanza all’interno dei processi decisionali.


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