Noi siamo pronti? Considerazioni a margine di un viaggio a Monaco

fine tratta con limitiPer la prima volta ho percorso in auto una Autobahn (da Lindau a Monaco) e ho provato l’ebbrezza di guidare a 160 km/h per un paio di chilometri, salvo poi ricordarmi della funzione quadratica con cui aumentano i consumi all’aumentare della velocità e ritornare alla mia velocità di crociera di 120/130 km/h.

 

Alcune considerazioni al termine di questa esperienza:

  • Non ho avuto nessuna sensazione di pericolo imminente, anche se sono stato più volte superato a velocità maggiori di quella a cui viaggiavo io.
  • Se dovevo cambiare corsia per effettuare un sorpasso l’auto che sopraggiungeva a velocità maggiore anziché attivare la consueta raffica di lampeggi per “lesa maestà” rallentava per permettermi di concludere la manovra e rientrare nella corsia di marcia.
  • C’è rispetto assoluto delle distanze di sicurezza (leggo su wikipedia che il mancato rispetto delle distanze di sicurezza viene sanzionato dalla polizia che percorre le autostrade senza contrassegni).
  • In corrispondenza degli svincoli viene imposto un limite di velocità decrescente di 120, 100 o 80 km/h nei nodi principali. Sono posizionati a distanza tra loro tale da non dover frenare (è sufficiente smettere di accelerare) e vengono rispettati. Limiti di velocità sono posti anche in tratti con pendenze o curve con visibilità ridotta e nelle gallerie.
  • In alcuni tratti ci sono cartelli con limiti di velocità variabili in funzione del traffico o delle condizioni meteo (nel mio caso per neve) fino a 80 km/h.
  • Non ho visto nessun autovelox nei tratti con limite di velocità.
    Due possibilità: o c’è un grandissimo rispetto delle regole innato in chi percorre le autostrade tedesche oppure c’è un controllo dei limiti di velocità in incognito e che non necessita di preavvisi assurdi a N km di distanza.
    Io propendo per la seconda ipotesi...

Ora la domanda è: in Italia siamo pronti per questo scambio diritti/doveri?


Stefano Battaiotto

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